Tancredi e Alberto Alemagna
uno stile di famiglia che si rinnova
Sono tante le declinazioni possibili. T’a come le iniziali dei fratelli Tancredi e Alberto Alemagna che hanno messo anima e corpo in una nuova avventura, oppure, T’a come t’amo, ma il trait d’union è uno: il sentimento italiano.
Due fratelli diversi per indole e temperamento eppure complementari -quarta generazione di una famiglia che ha fatto la storia del panettone italiano nel mondo - insieme con uno scopo: fare le cose per bene, con il gusto e la determinazione di chi s’impegna in prima persona e con un passato familiare a sigillo di garanzia.
Tradizione e creatività, tornano a proporre l’arte di famiglia, rivisitata in chiave contemporanea e resa vivace da una visione imprenditoriale. I tempi sono cambiati ma la famiglia è rimasta la stessa, con il medesimo modo di intendere la vita, la qualità dei prodotti, la dimensione etica del lavoro e dell’impresa.
Imparare a fare le cose per bene. Con passione e gusto per la vita, con il sentimento di chi si impegna in prima persona a scrivere il proprio destino
Un nuovo brand e prodotto che combina tradizione e creatività, la sfida di tornare a proporre l’arte di famiglia, rivisitata in chiave contemporanea e resa vivace da una visione imprenditoriale moderna che esplora i nuovi trend e li trasforma in prodotti raffinati e accattivanti.
Le passioni si trasmettono con i geni, Tancredi e Alberto hanno ereditato dalla storica famiglia, la passione, l’intraprendenza, l’impegno a realizzare cose buone tutte caratteristiche che loro oggi hanno messo nella produzione del cioccolato.
Loro ricordano ancor oggi le loro merende pomeridiane, con il loro nonno a base di cioccolato. Il cioccolato, fatto a regola d’arte, è la sintesi di storia e innovazione, di qualità e raffinatezza ed è un lusso goloso da concedersi soli o da condividere in ogni occasione, affermano i fratelli Alemagna .
Tancredi e Alberto hanno deciso di lavorare in una doppia dimensione quella della qualità e del design: la qualità affidata ad un’accurata selezione di maestri cioccolatieri italiani e a materie prime di primissima qualità proveniente dal Sudamerica. Il designer realizzando un pack innovativo ed ecosostenibile studiato nei minimi dettagli, creando scatole dalle forme lineari e funzionali. Le scatole sono realizzate esternamente con un cartone ricavato dal lievito di birra, ed internamente, con un vassoio realizzato totalmente in cartotecnica con materiale di cellulosa al 100%, in cui i cioccolatini si presentano in una posizione inclinata a 45° per favorirne il servizio e la vista.
Esattamente 50 anni dopo l’Oscar dell’Imballaggio consegnato nelle mani di nonno Alberto per la celebre cappelliera da panettone, il trofeo torna in casa Alemagna, infatti nel 2008 Tancredi e Alberto hanno ottenuto l’Oscar dell’imballaggio nella categoria “Quality Design, regalo e ricorrenza” ottenendo così il primo importante riconoscimento che li unisce al lavoro del loro amato nonno e di buon auspicio per la loro azienda.
I due fratelli hanno molte affinità: entrambi molto socievoli e meticolosi ascoltatori. Si appassionano ad “entrare nelle cose” conoscerle nella loro essenza e non dare nulla per scontato.
Amano viaggiare, conoscere ed esplorare e avvicinarsi al Bello in senso estetico: “amiamo il ‘Bello’ in ogni sua declinazione - dicono all’unisono Tancredi e Alberto - ma tutto ciò che facciamo, lo viviamo sempre con profondo senso di responsabilità”.
D’altronde la responsabilità è stata una compagna fedele nella loro vita assieme alla promessa, fatta al nonno Alberto, che da grandi sarebbero tornati a proporre l’arte di famiglia nel mondo.
Tancredi, nato nel 1980 sotto il segno dell’ariete, è una persona vulcanica, un uomo d’azione, mondano, estroverso, chiacchierone: un venditore nato! L’entusiasmo è nel suo DNA e l’ottimismo è il suo migliore amico.
Non si ferma davanti a nessun ostacolo e come imprenditore è travolgente! Ogni persona di cui si circonda finisce per amarlo perché trasmette passione e sentimento.
Nonostante la giovane età vanta già una solida formazione. Laurea in Economia e commercio alla Bocconi e un’esperienza di studio all’università di Bangkok. Il background culturale è cementato da due esperienze di lavoro all’estero:
in Cina (Hong Kong e Canton) e a New York. Dopo l’esperienza all’estero Tancredi decide di tornare in Italia dove lavora per diverse aziende.
Proprio come il bisnonno Gioacchino, detto Gino, è per la qualità prima di tutto cui dedica una cura quasi maniacale. E’ un uomo pratico in grado, insomma, di “annusare” le situazioni oltre gli odori.
Ha ereditato dal suo avo anche la capacità di riuscire in tutto quel che fa, in maniera brillante, quasi sfacciata a patto che sia fatto col cuore. Anche nell’approccio sfrontato ricorda Gino “il garzone imprenditore”. Come luiha una grande forza di volontà, entusiasmo, voglia di fare e mettersi in gioco. In un a parola: intraprendenza.
Da grande vuole…fare lo skipper e viaggiare per il mondo in barca a vela e nel frattempo si dedica anima e corpo in quest’avventura in un mare di cioccolato!
Alberto nato il 1984 sotto il segno del capricorno è il piccolo di casa. Più introverso in un primo momento, riflessivo, pacato per certi versi, si sofferma di più a pensare, programmare, smussare gli angoli.

Ad ottobre 2006 consegue la laurea in Economia e legislatura per l’impresa. Durante il periodo bocconiano ha studiato anche presso le università di Madrid , di Buenos Aires e di Richmond in Usa.
Come il nonno, in omaggio al quale ha preso il nome, è un “divoratore di novità”. Viaggia spesso, e il bagaglio che porta con sé, di rientro soprattutto dai viaggi, sono conoscenze, nuove acquisizioni, e nuove idee. Uomo di conti “tela ogni giorno la sua ragnatela” capace, com’è, di guardare anche ai “prodotti” nel loro aspetto più industriale, giocando il ruolo dell’avvocato del diavolo tra Tancredi e il suo ottimismo.
Da grande vuole…fare il sindaco di Milano ma per ora studia da imprenditore.
Il loro rapporto con il Principato di Monaco puro divertimento con amici oltre che oggi anche un iniziale interesse imprenditoriale.
Il loro ricordo più caro? Il Natale festeggiato in famiglia la domenica prima della ricorrenza e il taglio del Panettone. Ricordano Tancredi e Alberto che il loro nonno riservava alla sua famiglia l’ultimo Panettone della produzione che tagliava accuratamente con il Suo coltello e che distribuiva poi ai nipoti insieme ai tanto attesi giocattoli.
E… parafrasando il celebre tormentone del carosello: “Ullallah è una cuccagna” - potremmo dire - son tornati gli Alemagna.
Il cioccolato T’a, si presenta nei gusti Latte con cacao al 40% cacao proveniente dal Venezuela miscelato con note di vaniglia e malto,Fondente amaro con cacao al 55% cacao proveniente dai Paesi nella linea Equatoriale danno vita così ad un cioccolato pieno dal gusto deciso, mentre al 66% il cacao di provenienza dall’ Ecuador miscelato con aromi floreali dal gusto più delicato e infine il Fondente purissimo al 75%.cacao di provenienza del Venezuela che lascia un gusto persistente con una punta di amaro.
IL TURISMO A MONACO: UN FORMIDABILE 2007 E SARA’ MIGLIORE IL 2008
A Monaco, le cifre della frequenza turistica relativa all’anno 2007 indicano un’affluenza record in rapporto a tutti gli anni passati. Questo conferma e rafforza le prospettive ottimiste degli addetti ai lavori, che hanno visto nello scorso anno una progressione di visitatori nel Principato in forte crescita. Le previsioni sono state confermate da Michel Bouquier, delegato generale della Direzione del Turismo e Congressi.
« Il tasso di crescita mensile della frequentazioni turistiche si sono rivelate molto promettenti e tradotte in cifre rappresentano i risultati migliori dei quattro anni passati, è un ottimo risultato, circa il 36% di crescita. Le cifre del 2007 sono fantastiche interessano tutti i settori. Ad esempio l’hotellerie nel suo segmento ha riportato un 16% di crescita rispetto al 2006. Il turismo d’affari un più 10% e vedono una forte predominanza di affluenza da parte Francese, Inglese e Americana. A tal proposito mi piace sottolineare un ritorno massiccio da parte del turismo americano circa un più 71%. La ristorazione e il commercio in genere ne hanno beneficiato di questa crescita. Sul piano delle grandi crociere, noi siamo arrivati ad una eccellente posizione, il Principato è diventata la testa di linea avendo tutte le più grandi compagnie di navigazione rappresentate. Ci aspettiamo una buona stagione 2008 e lo spettro del 2001 è completamente dimenticato….. »
Qual’ è il segreto di questa ascesa folgorante ?
« Ci sono differenti fattori che mettono Monaco sotto i riflettori del mondo. I cinque mercati di base - Francia, Stati Uniti,Germania,Italia e Gran Bretagna – rappresentano da circa una ventina d’anni 80% dei soggiorni in hotel. Oggi invece questi mercati rappresentano il 65%. Dunque noi abbiamo avuto una penetrazione in mercati diversi come Australia, L’America del Sud, Emirati Arabi e Russia…questo fa si che nel Principato ci siano una popolazione internazionale. Altro elemento importante i valori sostenuti dal Principe Alberto. La protezione dell’ambiente, la natura, la lotta contro il raffreddamento climatico, l’aiuto umanitario, la promozione alla cultura, sport sono tutti elementi che aiutano a sviluppare nei confronti del nostro paese un interesse generale. La modernità delle infrastrutture di accoglienza monegasche, i nuovi concetti e un importante calendario di manifestazioni che siamo in grado di offrire tutte le settimane. L’insieme di tutto questo è il successo di Monaco, entità speciale, unica, che attira turisti, personalità, celebrità……»
Quale paese resta da sedurre ?
«Sicuramente la Cina, mercato speciale che sono alla ricerca di prestazioni prestigiose. Certamente si deve essere pronti ad accogliere massivamente questa popolazione Asiatica : 41 milioni di turisti cinesi hanno varcato le frontiere nel 2007 e facendo fede alle statistiche un milione e seicentomila hanno soggiornato in Europa ! Pensando che insieme con Germania, Svizzera, Norvegia e Irlanda e altri paesi europei Nizza è servita da compagnie aeree a basso costo che collegano le varie capitali europee. Abbiamo inoltre in progetto di triplicare il turismo Australiano presente a Monaco: oggi rappresenta 1% del nostro turismo. Fattore determinante è sicuramente la distanza tra i due paesi…..Noi beneficeremo, alla fine del 2009, della mostra Principessa-Grace a Melbourne per cercare di raggiungere questo obiettivo. Sul piano del turismo d’affari tecniche di marketing molto speciali potranno amplificare la nostra azione di comunicazione. Il nostro lavoro consiste nel essere in linea con i nostri partners del turismo d’affari locali al fine di poter lavorare nella stessa direzione e dare lo stesso messaggio. »
Qual’è la « miglior leva » per Monaco ?
« Senza nessun equivoco resta l’Italia.Circa 65.000 transalpini che hanno soggiornato nei nostri hotel nel 2007, in seconda posizione la Francia con 58.000 persone seguite dagli inglesi 48.300 e gli Americani con 37.000 presenze annuali.»
E’ quindi vostra intenzione aprire il turismo verso altre nazioni ?
«Certo !L’india,il Brasile e l’America del Sud in generale rappresentano mercati potenziali per Monaco. Noi abbiamo 2.700 camere di hotel,noi vorremmo avere, nel Principato, un’alta stagione permanente in ogni momento dell’anno. La nostra offerta è diversa per ogni paese, passa dalla remise en forme agli eventi, passando per la cultura, la visita ai nostri giardini (per gli inglese), la natura, i concerti (per i tedeschi), il casinò e lo shopping (per i cinesi), ecc…. »
Ritenete di poter investire nel turismo d’affari ?
« Evidentemente !Il nostro slogan : « Cercate un luogo per il vostro congresso o conferenza ?Noi vi offriremo un paese intero ! » Noi manteniamo le nostre promesse con un programma composto da una cinquantina di prestazioni personalizzate che siamo in grado di proporre nell’arco di 24 ore. »
Il 2008 secondo la sua esperienza, potrebbe risentire delle premesse di una crisi economica ?
« Potrebbe, dopo un ciclo di quattro anni di aumento noi restiamo prudenti. La recessione è visibile con il dollaro così basso, lo yen che segue l’andamento del dollaro, il petrolio è a prezzi altissimi, la prudenza generalizzata di investimento ecc…Mai noi avevamo preso in considerazione questi indicatori e adottato delle strategie di sensibilizzazione ai consumatori che ricercano la qualità. Noi prevediamo di consolidare il nostro aumento nel 2008, ma più moderatamente che non nei quattro anni passati pensando di avere un 5% di clienti in più. Consolidando così un occupazione degli hotel intorno al 63% includendo anche le camere del nuovo Novotel.
E per i turisti giornalieri ?
« Resta difficile contabilizzare precisamente il flusso di passaggio. Ma le strutture attuali permettono di affermare che il Principato ospita circa cinque milioni di turisti che arrivano la mattina e restano la sola giornata, le cifre si raddoppiano nel periodo estivo da giugno a settembre. Certamente, l’esposizione Grace Kelly al Grimaldi Forum, lo scorso anno da sola ha portato più di 135.000 persone.»
Il responsabile della DTC promette altri risultati interessanti, raggiungibile sia con i croceristi sia con i vacanzieri« terrestri». Ed in ultimo, Michel Bouquier ci lascia dicendoci «Un eccellente carnet di prenotazioni per il turismo d’affari, oltre che manifestazioni culturali sono in preparazione per il 2008.E noi abbiamo sempre qualche « munizione » in riserva per creare il grande avvenimento… »
Jean-Marie FIORUCCI
Sucesso per la manifestazione « Printemps des Arts » 2008
La cultura ha un ruolo privilegiato nel Principato di Monaco. La manifestazione « Printemps des Arts », è oramai conosciuta internazionalmente. Quale avventura musicale straordinaria ! Marc Monet, direttore artistico, ha potuto constatare un successo senza precedenti quest’anno, per l’enorme partecipazione di pubblico. La sua programmazione è stata da tutti considerata elegante, di qualità con una gran quantità di diversi stili artistici : musica, cinema,teatro, danza, esposizioni …..Un uomo di cultura, variegato e di grandi idee. Certamente lui ha due linee di pensiero : accogliere gli stili abituali così come si presentano, o, nuove aoociazioni venute da una inspirazione, o ancora, cosa più rara, creare un originale dissociazione d’ idee. Questa ultima pratica gli ha consentito di non etichettarlo come un uomo comune e ordinario, o banale e abitudinario. Marc Monet è sempre aperto a nuove verità, e quello che maggiormente cerca è di stupire costantemente il suo pubblico. Sembra riuscirci bene, grazie alla sua vena creatrice, logica, il suo senso incline a giochi intellettuali, e la sua maniera di essere brillante e ironico.
– E’ il suo quinto anno di direzione della manifestazione « Printemps des arts » : ci renda partecipi delle sue riflessioni ?
– Sono positive. Il festival ha ventiquattro-anni non si è mai fissato su un format preciso, questo per permettere di avere sempre cambiamenti che ci possono consentire di andare sempre avanti.Globalmente sono soddisfatto : aumento di pubblico, programmazione assai ampliata per la musica, reintroduzione della creazione ecc….Tutto questo realizzato senza obbligo di partecipazione delle Istituzioni Monegasche. Quest’anno abbiamo lavorato per la prima volta con l’Operà di Monte-Carlo e il Museo Nazionale. L’apertura all’esterno grazie ad un accordo con il Comune di Nizza, ci ha permesso delle azioni comuni con la Filarmonica e il Teatro di Nizza e di più anche un concerto a Menton !
– Perchè cercare altre location fuori il Principato di Monaco ?
– Per una logica di pubblico ! Monaco non ha mai rappresentato il 100% della frequenza a Printemps des arts. Anche l’esiguità del territorio non permette di avere un pubblico sufficiente. Forzatamente e fortemente noi ci dobbiamo aprire all’esterno. Comunque il 98% delle rappresentazioni del festival sono organizzate dentro le mura. Poi, il nostro orientamento è verso il conservatorio nazionale e regionale , l’Accademia di musica Ranieri III e il conservatorio di Menton ci permettono di amplificare l’ afflusso di giovani. Loro sono troppo esclusi dalla musica classica.
– Lei ha voluto proporre le frontiere artistiche fino al XXIe secolo. Il pubblico assimila questo largo periodo in tre settimane di manifestazione ?
– In quattro anni, noi abbiamo raddoppiato la partecipazione e la progressione è costante. Sopratutto su Monaco. Certamente il moi parere è di dimostare che il nostro repertorio è colossale, quasi infinito...Allora, ecco quindi le differenze del nostro patrimonio artistico che costituiscono la nostra storia. Certe musiche sono cambiate oggi e spero che questo continuerà anche nel futuro.
– L’integrale delle trenta-due sonate di Beethoven non rappresenta per lei una maratona difficile da seguire ?
– Io sono fedele alle versioni integrali, mai le sonate di Beethoven offrono una lettura straordinaria di tutte le opere del compositore tedesco. Tutte le evoluzioni constatate nelle sonate si ritrovano nella sinfonia…Questa lettura è interessante scoprirla attraverso una presentazione dell’opera in preambolo prima di ogni concerto. Come una guida. E François Frédéric Guy è un pianista francese maggiormente in voga attualmente. Lui ha una grande carriera internazionale, ed è un beethoviano nell’anima…
– Il concerto a domicilio è oramai una moda passata ?
– Questa iniziativa ha avuto un grande successo e le ragioni sono semplici da comprendere. Il pubblico ha necessità di uscire da rituali pratici. Prendiamo ad esempio un concerto-sorpresa. Come spieghiamo l’entusiasmo generale di non sapere nè il programma ,nè il luogo ? Perchè le persone hanno oggi necessità di cambiare le loro abitudini, rompere la monotonia delle forme….Ho constatato il piacere degli ascoltatori di trovarsi a due o tre metri dai musicisti. E non è da paragonare alla musica da camera. Questa forma crea un’intimità, una discussione tra i musicisti ed il pubblico. Non ci sono più barriere di scena. E’ veramente una communione.
– Lei persevera con la musica contemporanea dunque qual’è la ricetta….
– La musica contemporanea è il mondo. Non si limita a quattro creazioni per anno. Il centenario di Messiaen, è veramente di musica contemporanea ? Questo anno, ad esempio, noi abbiamo realizzato un ritratto di Chopin. Ho domandato ad un compositore di scrivere una sorta di omaggio al grande Chopin.Per un concerto di musica del XIIe e XIII e secolo, io ho sostenuto che un’altro compositore può creare un opera con strumenti specifici di quell’epoca, e, suggerire alla formazione Alla Francesca del giorno. Tutte e tre funzionano bene…. Da più di quattro anni non ho alcun problema per il livello di accettazione da parte del pubblico. Il mio sogno è poter realizzare un festival interamente dedicato alla musica contemporanea.
– Quanto tempo le è necessario per la programmazione ?
– Un anno per una cinquantina di manifestazioni, e una stagione di venti giorni. Incomincio a pensare alle opere e ai composotori, dopo di chè passo agli strumenti e tutto nel suo insieme deve funzionare. Mi piace far scoprire delle opere meno conosciute.
– Come considerante il risultato dell’ edizione 2008 ?
– E’ difficile ! Non mi e permesso di prendere una sola tematica : sarebbe un errorre. Preferisco viaggiare attreverso i vari compositori. L’orecchio del pubblico è grande, ed è mio compito animarlo tutto. Ho ripreso dei concerti lunghi, come nel XVIIIe secolo con una durata di circa quattro ore : le tre recite di Chopin (dalle venti a mezzanotte) per esempio. Che contrasta con delle rappresentazioni molto corte, come Messiaen che dura circa cinquanta minuti.
– Quando ci sarà un opera di marc Monet alla Primavera delle Arti ?
– Deontologicamente debbo avere una linea. Sarebbe troppo facile spingere un bottone per avere il proprio programma. Non lo farei mai per rispetto del pubblico che mi conosce.
– Lei ha valutato la possibilità di avere altre forme artistiche di autore nella musica, l’ecclettismo riunito ?
– L’interpretazione del pubblico è difficile, ciascuno ha la sua sensibilità. Io trovo importante, offrire, che nel contesto del festival, differenti stili. La programmazione del 2009 è già chiusa e abbiamo avuto una riunione per affrontare quella del 2010
– Qual’è il suo pensiero per il ruolo della Principessa Caroline ?
– La Principessa Caroline sostiene fortemente il festival. Senza di Lei, francamente, non avrebbe luogo nulla. E’ una donna intelligente, ed io ho un opportunità di avere un Presidente donna e di grande cultura. Sono coscente di avere un grande privilegio.
E’ un compito di un direttore musicale di lottare sistematicamente contro la routine di oggigiorno, e contemporaneamente di proporre la tradizione. Obbiettivo continuare a rendere sempre più importante a livello internazionale il nome della Primavere delle Srti di Monaco.
Intervista di Jean-Marie FIORUCCI
UN POMERIGGIO CON FERNANDA CASIRAGHI
D: Signora Casiraghi, che ricordi ha della sua infanzia?
R: Sono nata e cresciuta a Milano, una bella famiglia, ma diverse da quelle tradizionali in quanto, purtroppo, non ho mai conosciuto mio padre, morto prima che io nascessi. Per questo ragione mia madre decise di andare vivere con mia zia che è stata per me come una seconda madre e che ricordo con tanto affetto. Poi, mia madre decise di risposarsi e le cose cambiarono perché io rimasi a casa di mia zia che ai tempi era anche titolare di un' azienda che importava il carbone principalmente dalla Polonia, Germania e Sud Africa
D: Una donna imprenditrice, già innovativa come figura dati i tempi.
R: Esatto e ed io mi ritengo pure fortunata visto che mi hanno anche permesso di studiare. Vivevo gli anni della Seconda Guerra Mondiale e all'età circa di 17 anni, a causa di gravi problemi di salute di mia zia, fui costretta a subentrare in azienda e dare il mio contributo.
D: E quando decise di farsi una famiglia tutta sua?
R: Conobbi mio marito, figlio di nostri parenti, che mi fu presentato, come si usava fare all'epoca. Ci frequentammo fino alla fine della guerra, quando, finalmente, mi chiese di sposarlo. Eravamo felici ed ambedue giovanissimi: a 21 anni, Giancarlo, di padre brianzolo, era insegnante e si era trasferito per ragioni di lavoro in Valtellina dove visse per 20 anni. Quando raggiunse Milano decise di entrare nella nostra azienda e da quel momento, anche se non ce ne stavamo rendendo conto, iniziammo a costruire insieme la nostra realtà imprenditoriale.
D: Una coppia nella vita e nel lavoro dunque…
R: Caratterialmente completamente diversi, intuitivo ed estroverso lui, più introversa e riflessiva io, forse a causa della mia infanzia, sicuramente questa complementarità ci rafforzava e ci completava come coppia. Il nostro primo impegno fu quello di rifar nascere l'azienda di mia zia. In realtà nel dopo guerra, con l'arrivo degli americani in Italia, decidemmo di passare dal carbone alla commercializzazione di olio combustibile.

D: E come mai questo cambiamento?
R: Beh, è stata una scelta strategica. In piu' in quel periodo a Milano le famiglie non possedevano danaro a sufficienza per cambiare i loro impianti da carbone verso quelli piu' performanti alimentati ad olio combustibile. Di qui l'intuizione di mio marito che decise di cambiare a nostre spese gli impianti degli immobili che passavano alle nuove tecnologie: in questo modo si assicurava l'assegnazione del contratto di manutenzione oltre che la fornitura per un periodo circa di cinque anni. Un sistema, questo che ci permise di raggiungere brevemente il controllo della maggior parte degli impianti di riscaldamento della città di Milano.
D: Un successo dietro l'altro..
R: Beh, credo che le cose accadono perché si è nel posto giusto al momento giusto. Pensi che nel 1956, alla fiera di Milano, ci capito' di incontrare un'azienda americana che ci propose di entrare in partecipazione per costruire impianti di condizionamento. Di nuovo una idea diversa che fu vista piu' come una sfida che decidemmo di accogliere: di li a poco iniziammo così a fabbricare condizionatori. La svolta pero' arrivo' quando stabilimmo con la Total un' importante partnership: il gruppo, fuori dal suo contesto, voleva entrare nel mercato milanese e per questo ci chiese di aiutarli, avendo noi la conoscenza ed il controllo dei maggiori immobili di Milano.
Sopraggiunse poi un'altra partnership di un certo rilievo, quella con la Carrier Corporation americana, legata proprio per la fabbricazione di condizionatori: il gruppo si rivolse a no in quanto, nel frattempo, eravamo diventati leader per la costruzione dei piccoli condizionatori.
D: Con tutti questi cambiamenti avrete sicuramente anche modificato la vostra struttura aziendale.
R: Necessariamente, con il trascorrere degli anni avevamo fatto molti progressi , certo, e la struttura era passata da 20 a circa 2.000 dipendenti, con varie aziende che si interessavano di business e progetti completamente diversi tra loro.
D: Cero una vita attiva e ricca di soddisfazioni : ma avuto il tempo di pensare a voi come coppia?
R: Certamente. Nel frattempo anche la nostra famiglia era cresciuta, perché avevamo avuto ben cinque figli: Marco oggi ingegnere, Rosalba con studi Bocconi alle spalle, ad oggi unica rappresentanza femminile nel Consiglio di Amministrazione Banca Intesa, Daniele, che dopo un grave incidente all'età di 13 anni, per mia volontà completò parte dei suoi studi e si trasferì a Londra con il risultato che oggi è poliglotta ed abile commercialista. Anche Pierino faceva parte della famiglia ma purtroppo , mentre l'altro mio figlio Stefano è mancato per quel grave incidente che tutti ricordano, lui è mancato in tenera età.
D: E l'azienda di famiglia è sempre andata avanti con successi sempre maggiori, con lei sempre presente.
R: In tutti questi anni la mia figura all'interno del management aziendale è sempre stata attiva. Mi sono assentata solo per seguire i miei primi due figli, dal 1950 al 1954, ma poco dopo richiamata in azienda da mio marito in quanto poco soddisfatto dei nostri direttori amministrativi.
D: E poi ancora cambiamenti fino ad arrivare al settore dell'immobiliare…
R: Attualmente siamo piu' conosciuti per quest'ultima attività pur non essendo la piu' importante della nostra azienda. In realtà il nostro investimento nell'immobiliare è nato perché, a seguito della cessione alla Total dell'attività avviata insieme in partenariato, il gruppo, non essendo interessato ad acquistare anche gli immobili, decise di affittare i nostri uffici. Di qui nacquero altri progetti come quelli relativi a strutturazione, costruzione e ricostruzione di uffici a seguito di trasformazioni aziendali e via dicendo.
D: Una vita, una storia ed una azienda in continua evoluzione e cambiamento..
R: E' il caso di dirlo. E' cosi' che abbiamo vissuto le nostra vita. Pensi che quando Stefano incontro' Carolina, prima di allora io ero passata per Monte- Carlo forse tre volte per poi, con tutte le vicissitudini passate, trascorrere qui una parte importante della nostra vita e soprattutto per aver scelto la Costa Azzurra come luogo ideale per le vacanze estive che ancora oggi spendiamo nella nostra casa di Saint Jean Cap Ferrat. Certo, le cose sono cambiate con il tempo e Monte-Carlo appartiene al mio cuore, qui c'è molto anche del mio passato, i miei amici. Vivo qui, in una casa che Stefano mi spinse a prendere ma che affettivamente , insieme con la tenuta di Fino Mornasco, considero come le case a cui sono più legata.
D: A Monaco, oltre a vivere, si prodiga a sostegno di numerose iniziative e la sua presenza in seno alle numerose attività della comunità italiana residente è molto ricercata...
R: Da tre anni sono la Presidente dell'Associazione Imprenditori Italiani di Monaco (AIIM), carica che mi onora e a cui tengo molto. Credo sia fondamentale il ruolo e l'esistenza di questa entità tanto da rappresentare seriamente e farsi portavoce degli interessi imprenditoriali degli italiani sia presso gli organi governativi del Principato sia presso il Governo Italiano. La mia speranza ed il mio auspicio è che l'AIIM possa crescere seriamente fino a diventare un organo di riferimento per gli tutti gli imprenditori italiani residenti e per quelli che sono interessati a svolgere ed investire in Principato.

D: Ritorniamo alla sua intensa vita: ci sono dei ricordi che vuole ancora condividere con i lettori?
R: Un bel ricordo…beh, ancora oggi il solo ricordarlo mi emoziona, è stata vedere la felicità di mio marito quando fu nominato Cavaliere del Lavoro a soli 44 anni.
Il lavoro era importante per noi, tanto che a volte ho l'impressione di non aver dedicato abbastanza tempo ai miei figli. Le feste pero' erano per noi l'occasione di riunirci e passare momenti sereni…ho ancora nostalgia se penso ai giorni di Natale che amavamo trascorrere tutti insieme con il Principe Ranieri III di Monaco.
D: Cosa si augura per i futuro di Monaco?
R: Intuisco un grande futuro per la Monaco di domani, un grande Principato. Il Principe Alberto è un uomo generoso e abile, sicuramente perpetuerà la tradizione dei Grimaldi di successo. Poter vivere questa importante evoluzione sarà per me ricca di stimoli visto che a Monaco passo buona parte del mio tempo.
Attualmente la Sig.ra Fernanda Casiraghi segue personalmente la gestione di tutto il patrimonio immobiliare della famiglia oltre che seguire, con il figlio primogenito Marco, le attività di famiglia e le aziende create nel Principato dal compianto Stefano Casiraghi.
Intervista a cura di Maria Bologna
DANIELE BOGIATTO
SUPER ESPERTO eBAY
IL RINASCIMENTO DEL WEB
Daniele Bogiatto super esperto per eBay Italia. "Nel 1995 ho iniziato a usufruire di internet come semplice navigazione,mai avrei pensato di poter un giorno commercializzare su internet. Nasco professionalmente nel 1991 facendo corsi di comunicazione e formazione per le aziende, avevo una qualità di vita complicata e non pienamente soddisfacente alle mie esigenze familiari, giravo tutta l’Italia, ero sempre fuori casa dedicavo poco tempo ai miei figli. Nel 2002 leggo un libro in cui apprendo che eBay fatturava 25 volte la Fiat e non nascondo che questa notizia ha destato in me un enorme interesse. Mi iscrivo a eBay e nell’arco di poco tempo ho effettuato il mio primo acquisto on line, un manoscritto del milleseicento, sono stato soddisfatto del mio acquisto, venditore eccellente ed il libro realmente come pubblicizzato. Il mio secondo acquisto è stato il momento più importante della vita. Volevo acquistare un Lego Duplo per i miei figli ed ho trovato un lotto grande, non sono riuscito a sentirmi via mail con il venditore che poi mi ha contattato telefonicamente ed essendo anche lui a Torino abbiamo deciso di incontrarci a casa sua. Quando sono arrivato in questa magnifica villa scopro che in ogni angolo è piena di giocattoli e lui ha trascorso con me tre ore spiegandomi e facendomi realmente conoscere il mondo di eBay. Dopo tre mesi fatturavo dai 6.000 agli 8.000 euro mese, dopo sei mesi ho chiuso i miei uffici dando disdetta dei miei contratti di lavoro concentrandomi solo sul commercio in eBay. Inizialmente ho venduto i souvenir, che avevo in casa, acquistati nei miei viaggi, dopo oggetti stipati in cantina.
Nel 2003 eravamo l’unica famiglia italiana con tre figli che viveva solo di lavoro su eBay. Nel 2004 ho deciso di fare la formazione su come ci si muove nel mondo di eBay ed ho ottenuto il patrocinio di eBay Italia. Nel 2005 ho creato la figura di consulente strategico aziendale per E-Commerce su eBay. Nel 2007 sono stato nominato rappresentante unico di eBay Italia. Ad oggi ho la competenza totale di poter creare e sviluppare un’impresa on line. Sono arrivato a creare un modello unico nel mondo per portare la tua immagine personale o della tua azienda nel web. Riposizionare il web posizionando la persona o l’azienda al centro del sistema, questo per me è il Rinascimento del Web e la sua nuova interpretazione. Ad oggi la società ci ha abituato che la pubblicità viene affidata a società preposte che pianificano per te la comunicazione, siano esse mass media o altro, veicolando l’immagine e o l’idea che si è deciso di far passare sia essa giusta o sbagliata. Oggi il media, secondo me, è la persona stessa che ha un potere immenso, il ragazzo che lancia un brand o idea su internet ha il potere non la grande azienda, che investe centinaia di migliaia di euro in pubblicità. E’ sicuro, c’è stato uno spostamento di potere, tra chi ha i mezzi e potere a chi ha il potere nelle sue mani, perché lui stesso è un media e un media di se stesso. Nel momento che ti apri ad un mondo web non è consentito fingere. Il web oggi è un sistema di potere e quindi il potere è in mano a tanti media che sono tutti i vari utenti di internet, con un modo di relazionarsi proprio, con proprie regole. L’azienda vincente è quella che sa relazionarsi con loro. Non è importante la quantità di denaro che si investe in pubblicità nel web, ma le regole con cui lo si investe, regole completamente diverse dal mondo tradizionale. Ad oggi ancora molte società di comunicazione tendono ad applicare nel web le regole che si utilizzano per il mondo off-line ed ottengono risultati scadenti, oggi ci sono gli strumenti che permettono di poter pianificare il tuo posizionamento nel mondo web con campagne pubblicitarie graduali che crescono, si modellano, grazie alla collaborazione e indicazione degli utenti stessi. Fuori ogni dubbio il web è la più grande rivoluzione che l’uomo abbia mai avuto!"
SEM René Novella: memorie di un letterato e di un grande diplomatico
Questa intervista non è basata esclusivamente al Suo ruolo di Segretario di Stato, SEM René Novella, ma anche ad una « memoria storica monegasca » . Il suo racconto sincero di ricordi di una vita spesa con energia e vitalità per la cultura del Principato e accanto ai Principi di Monaco, uno sguardo privilegiato sul Principato. Quest’ uomo con il suo passato, che in alcuni momenti si emoziona rivivendo con la memoria alcuni momenti della sua vita. La sua lunga vita diplomatica è stata ricca di incontri con grandi personalità e la sua vita privata animata dalla pubblicazione di venticinque suoi romanzi. Un intervista che vuol offrire una visione esatta del Principato di Monaco con alcuni punti di grande verità, storicità e humor.
– SEM René Novella, può raccontarci i ricordi della sua carriera ?
I miei inizi e debbo dire le miei attitudini sono per l’insegnamento della matematica, della lingua francese, la filosofia ed il latino. Alla fine della guerra, ho voluto tradurre dall’italiano le « Nouvelles » di Matteo Bandello, chiamate le Boccace lombarde. A seguire, sono stato onorato di tradurre le prime opere del grande Curzio Malaparte cercando di rendere comprensibile le complessità delle sonorità italiane traducendole nella lingua francese. Jean Giono e Jean Mistler, membri del comitato della letteratura delle Edizioni du Rocher di quel tempo hanno fortemente voluto che io assumessi la carica di segretario generale delle stesse. Ma solamente dopo il mio matrimonio celebrato il 18 ottobre 1947 che ne ho assunto la carica. Dopo alcuni anni sono diventato responsabile del Servizio della Stamperia Nazionale e più tardi divenni responsabile della Biblioteca Di Monaco. Sempre in quegli anni ricoprivo altre importanti cariche istituzionali : segratario generale della commissione per l’Unesco, delegato della Francophonie, per un piccolo periodo sono stato segretario degli Affari Culturali ed infine sono diventato direttore del Ministero della pubblica istruzione che a Monaco è denominato Education National, e i miei incontri con il principe Alberto II iniziano in quegli anni quando sua madre la Principessa Grace si informava sul suo andamento scolastico. Alla soglia dei miei 60 anni il principe Ranieri III mi chiama e mi affida il ruolo di Ambasciatore a Roma, dopo 18 anni trascorsi meravigliosamente in Italia, quando io pensavo che il mio ruolo di servitore dello stato fosse finito sempre il principe Ranieri III mi ha voluto accanto a sé nei suoi ultimi anni di regno e ha voluto che fossi io ad accompagnare suo figlio il principe Alberto II nei primi anni del suo regno affidandomi il ruolo di Segretario di Stato.
– Cosa significa il ruolo di Segretario di Stato nel Principato ?
Sono praticamente il responsabile del Palazzo di Monaco e la mia mansione principale è controfirmare le ordinanze Sovrane firmate dal Sovrano di Monaco. Una curiosità per due volte mi sono rifiutato di firmare… La prima era un ordinanza del Principe Ranieri III che modificava il sistema di successione al trono ed ho rilevato un particolare che in quella ordinanza era senza senso. Meno grave la seconda avvenuta nel regno del Principe Alberto II sulla libertà della stampa e sulle caratteristiche per assumere la direzione di periodici. La mia passione di letterato mi obbliga a soffermarmi sulla logicità delle frasi…..
– Come spiega il successo del Principato di Monaco ?
Sicuramente il successo di Monte Carlo è dovuto essenzialmente ad una trilogia: il Principe Ranieri III, protettore delle lettere e delle arti, denominato Principe costruttore; la principessa Grace per aver dato a Monaco il matrimonio dello secolo oltre che a rendere Monte Carlo palcoscenico dell’attulaità mondiale; il Principe Alberto II che già fin dal suo ruolo di Principe ereditario e maggiormente oggi da Principe regnante a viaggiato nel mondo intero tessendo importanti relazioni internazionali e interessandosi della salvaguardia dell’ambiente che ritengo problematiche del mondo attuale.
– Il vero volto del Principe Alberto II ?
Come ho detto avendolo seguito fin dalla sua educazione scolastica è stato un alunno educato e disciplinato, che per volere di suo padre ha frequentato le scuole pubbliche. Un adolescente che ha mostrato subito una predisposizione per la sua futura carriere. Debbo dire oggi un Principe che sa ascoltare il suo prossimo, giusto, che ha il dono di avere una memoria infallibile ed una perfezione e attenzione al dettaglio.

– Come risponde agli attacchi dei media sulla situazione fiscale di Monaco ?
Tutti i giorni io sento sempre ripetere la stessa torturante dicitura « paradiso fiscale » nei confronti del Principato di Monaco. Io credo che non esista paese che per generare ricchezza non crei delle agevolazioni fiscali. Molti anni fa noi eravamo in una situazione completamente diversa da quella attuale. Quando Monaco perse il controllo di Menton e Roquebrune, il 90% della popolazione doveva per il 95% le proprie richezze alla coltivazione degli agrumi e delle olive e proprio in quelle zone, e improvvisamente persero tutto.
Carlo III ebbe l’idea di esportare i giochi in Germania e in Belgio. Fu così che avenne poi la creazione de la Basse-Corniche e del chemin de fer, il pubblico ebbe la creazione e costruzione di un nuovo quartiere Monte-Carlo. Dopo due anni le ricchezze incominciarono ad affluire nel Principato. In quel momento La società SBM partecipò in misura del 80% nel budhet dello Stato in creazione di edifici, hotel e servizi pubblici. Perché ancora oggi si beneficia di esenzione di imposte dirette sulle persone fisiche ? Il Principe di quell’epoca soppresse l’imposte dirette, pur mantenendo altri tipi di tassazione e imposte fisse per generare ricchezza tra la popolazione residente e operante nel Principato, anche perché ritengo che ogni stato formuli delle agevolazioni per il proprio popolo.
– Ci racconti qualche particolare riguardante le sue opere ?
Ebbi la fortuna che Curzio Malaparte mi incitò a scrivere, ed è così che passai dalle sue traduzioni a scrivere di mio pugno miei racconti. Iniziai con la Storia di Monaco, un libro destinato alle scuole. Dopo scrissi altri romanzi, particolarmente sono affezionato a : «Camarade Lune» e «Due curati di campagna ». Attualmente stò scrivendo le miei memorie, ma sotto forma di aneddoti, il titolo momentaneo è: «I motti, le espressioni e le frasi della mia vita».
– Un suo desiderio ?
Lavorare per far uscire un mio nuovo libro. Sono impegnato nella traduzione italiana di un moi vecchio libro « Le Rocher d’alors ». Un particolare: ho scritto venticinque libri in venticinque anni.
– Come vede Lei l’avvenire di Monte Carlo ?
Il futuro del Principato, ma sarà come il suo passato! Voglio dire la continuità del regno dei principi precedenti e della famiglia Grimaldi ha fatto sì di creare quello che siamo oggi. Attualmente noi abbiamo un Sovrano che discende da una grande dinastia e sicuramente sarà degno dei Suoi antenati.
– Il suo augurio al Principe Alberto II ?
Una lunga vita in piena salute, soprattutto vedendo al Sua agenda che è sempre ricolma di numerosi incontri e viaggi.
Dopo averlo intervistato, mi sono reso conto della veridicità sulla fama che aleggia a Monaco sul SEM Renè Novella, considerato da tutti la Memoria Storica del Principato oltre che uomo di grande cultura. La sua personalità è molto acuta, viva e arguta. Sarei lieto di aver dato ai lettori la visione di una vita vissuta in più aspetti letterario, diplomatico e amministrativo.
Jean-Marie FIORUCCI
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* SEM René Novella è nato il 6 febbraio 1922. Dopo gli studi al liceo Albert-I di Monaco, frequenta le superiori in Provenza, inizia una lunga e prestigiosa carriera che lo porta dall’insegnamento privato all’edizione. Le sue cariche istituzionale sono state: conservatore della biblioteca nazionale, secretario denerale deglia Affari culturali e dei Congressi, direttore della Pubblica Istruzione, Ambasciatore di Monaco in Italia. Attualmente è Secretario di Stato di SAS Alberto II Principe di Monaco.
Le presidenze da Lui assunte Commissione nazionale per l’Unesco, Festival della Televisione, Accademia delle lingue dialettali, Commissione della lingua monegasca, Pen Club di Monaco, Fondazione di S. Giorgio.
Ha pubblicato diversi libri storici, libri a carattere autobiografico e romanzi. Ha inoltre tradotto dall’italiano in francese diversi testi letterali, molti scritti da Curzio Malaparte. E’ autore di numerose prefazioni di libri pubblicati a Monaco, articoli pubblicati in libri da collezione. Una tesi universitaria è pubblicata per le sue opere.
Sue decorazioni: G.O dell’Ordine di San Carlo; Gran Croce dell’Ordine dei Grimaldi; Commendatore dell’Ordine dei Meriti Culturali; Commendatore delle Palme accademiche; O. Dell’Ordine Sovrano di Malta; O. dell’Ordine Nazionale dei Meriti Francesi; medaglia d’argento Unisco; Cavaliere dell’Ordine della Legione d’Onore; Commendatore al Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio; G.O. dell’Ordine del Merito Repubblica Italiana