Monaco in mostra Fernando Botero
Una mostra del Nuovo Museo Nazionale di Monaco, dal 19 dicembre al 1° marzo a Villa Sauber, in avenue Princesse Grace. La mostra propone circa 20 opere (pitture e opere su carta) realizzate da Fernando Botero tra il 2007 e il 2008, sul tema del circo.Di fama internazionale, l’artista vive tra Monaco, Parigi, New York e Pietrasanta in Italia e dal 1996 ha uno dei suoi principali atelier artistici al Quai Antoine 1er in ¨Principato di Monaco. Esporre Botero è inevitabile a Monaco: qui, infatti, l’artista è conosciuto per le sue sculture monumentali : Adamo ed Eva e Woman smoking a cigarette segnano il percorso delle sculture esposte in permanenza nei giardini di Monaco, sculture che furono acquisite all’epoca delle grandi biennali organizzate nel Principato di Monaco.Ma se come scultore è oramai riconosciuto internazionalmente Fernando Botero è meno noto come pittore: giovanissimo, l’artista ammirava già i muralisti messicani, come José Clemente Orozco e David Alfaro Siquiero e di seguito si appassiono’anche agli affreschi del Rinascimento italiano. Questa ricerca della monumentalità, intuita dal pittore molto rapidamente, la spiegherà in seguito con la ricerca del proprio padre, scomparso troppo presto, quando cioè l’artista non aveva ancora quattro anni.Ciò che nutre il linguaggio di Botero, affrancato dalle influenze dei suoi colleghi, è la ricerca del volume e della forza che egli esprime magistralmente, con tutta l’enfasi che caratterizza la sua opera. Non è l’essere o la cosa che lo interessano in quanto tali ma è soprattutto il modo in cui i volumi s’inseriscono nello spazio.Si potrebbe pensare, osservando le sue figure generose, abbondanti, che Botero voglia solo personificare un mondo di piaceri evocati.Già nella serie delle tauromachie trapelava una certa inquietudine. La sua serie sulle torture di Abu Ghraib spazza via ogni dubbio circa i demoni che dimorano nell’artista.Con il circo, altro motivo per cui la produzione di questa mostra a Monaco è sembrata ovvia visto che ogni anno il Principato di Monaco ospita il celebre festival internazionale, Botero s’inserisce nella nobile tradizione artistica: Picasso, Chagall, Calder, Lautrec, Léger, Seurat ne sono gli esempi più celebri. Con questa serie, iniziata nel 2007,torna a un tema più gaio, offre un mondo di colori e di forme voluttuose ma il suo linguaggio si scorge in filigrana.Vi si ritrova ancora una volta quella monumentalità silenziosa e immobile. I personaggi sono malinconici, isolati, tra il riso e le lacrime. Come se la festa potesse interrompersi da un momento all’altro
Sono 'Lol' e 'French Film' i vincitori dell'VIII edizione del Montecarlo film Festival de la Comedie

Sono 'Lol' e 'French Film' i vincitori dell'VIII edizione del Montecarlo Film Festival de la Comedie, rassegna cinematografica internazionale interamente dedicata alla commedia, presieduta da Ezio Greggio, che si è conclusa ieri sera nel Principato.
L'Award per la miglior commedia è andata a 'Lol' di Lisa Azuelos con Sophie Marceau premiata come miglior attrice dalla giuria del Festival presieduta proprio da quel Claude Pinoteau che aveva trionfato sul grande schermo, negli anni '80, con la trilogia de 'Il Tempo delle mele' e una giovanissima Sophie Marceau, anche in quel caso, nei panni della protagonista. Qui è una giovane mamma 40enne, divorziata e corteggiata, ma soprattutto alle prese con la figlia di 15 anni, Lola - o Lol come la chiamano tutti - immersa nel suo mondo fatto di internet, musica e voglia di trasgredire.
Il miglior attore è Hugh Boneville per la pellicola inglese 'French Film' di Jackie Oudney, premiata per la miglior sceneggiatura. Miglior opera prima è stata, infine, tra le quattro in concorso, 'Lost Islands' dell'israeliano Reshef Levi che racconta le vicende sentimentali di due fratelli gemelli innamorati della stessa ragazza.
A presentare vincitori e attori è stato un Ezio Greggio orgoglioso di come il Festival, "nato come una sfida otto anni fa, in piena 'crisi' dopo l'attentato alle Torri Gemelle", sia riuscito a concludere con successo la sua ottava edizione. "Quando è nata l'idea di una manifestazione di questo tipo - racconta Greggio - in nessun Paese si pensava ad un Festival dedicato solo alla commedia". Genere per anni "dimenticato, bistrattato e maltratttato nell'ambito dei Festival importanti". Ma oggi, dice Greggio, "abbiamo sdoganato la commedia". Per partecipare alla Festival monegasco, conclude, "si erano presentati in tantissimi, ma è stata fatta una bella selezione poi valutata da una giuria straordinaria".
Spente le luci nelle sale, i riflettori torneranno ad accendersi questa sera nella Salle des Princes del Grimaldi Forum per il galà durante il quale verranno assegnati i premi alla carriera per lo speciale contributo alla commedia italiana e francese. I riconoscimenti andranno a Paolo Villaggio, che con personaggi quali Fantozzi e Fracchia ha scritto un capitolo importante della storia della commedia italiana, Ursula Andress, prima bond-girl della storia, Claude Pinoteau e Macha Meril, attrice e scrittrice famosa in Italia soprattutto negli anni '70 dopo aver partecipato al film di Dario Argento 'Profondo Rosso'.
Un premio speciale sarà assegnato anche ad Anna Falchi, mentre i 'Montecarlo Film Festival Platinum Awards' verranno consegnati a Barbara Bouchet, tra le più apprezzate attrici della prima generazione della commedia sexy di 'casa nostra', Anna Galiena e Lando Buzzanca, tutti e tre membri della giuria i questa VIII edizione del Festival.
Cantona protagonista al Monte-Carlo Film Festival de la Comedie
Nel film inglese « French Film », presentato oggi al Festival della Commedia di Ezio Greggio l’ex campione di calcio interpreta un regista che si dichiara esperto di questioni di cuore
Eric Cantona, il celebre campione francese di calcio, salito alla ribalta per le sue performance di football, ma anche per la sua irruenza, per il suo temperamento e per il suo carattere ribelle che gli costo’ lunghe squalifiche, è il protagonista del film inglese « French Film » , opera prima di Jackie Oudney, presentato oggi in concorso all’ottava edizione del Festival Cinematografico della Commedia di Ezio Greggio in corso a Monte-Carlo.
Nella pellicola troviamo un Cantona in versione bohemien, con i capelli scapigliati e una folta barba nero. Un look scelto per entrare meglio nel ruolo del regista Thierry Grimandi che si auto-dichiara esperto di questioni di cuore. Il giornalista Jed Winter, durante un’intervista, non ci mette un secondo a smontare le sue teorie sull’amore e il romanticismo, che considera pretenziosi nonsensi, non applicabili a persone vere e con vere relazioni d ‘amore. Pero’ le sue vicissitudini personali lo porteranno a rivalutare il “Thierry-pensiero”.
Il film pare sia stato apprezzato dalla giuria del Monte-Carlo Film Festival de la Comedie, presieduta dal regista francese Claude Pinoteau e conposta da Anna Galiena, Barbara Bouchet, Lando Buzzanca, Antonia Liskova e Caroline Ducey.
Com’è noto, Eric Cantona è stato star di prestigiose squadre europee come l’Olimpique di Marsiglia e il Manchester United, con cui ha vinto numerosi tornei calcistici e si è conquistato il titolo di « The King ». A caratterizzare la sua carriera anche numerosi episodi di intemperanza che in più circostanze gli procurarono l’allontanamento dai campi di calcio.
MONTE-CARLO 8 FILM FESTIVAL DE LA COMÉDIE
Prestigiose partecipazioni all’ottava edizione della manifestazione Paolo Villaggio, Ursula Andress, Macha Meril e Claude Pinoteau premi alla carriera al film Festival della commedia di Ezio Greggio. Tra gli altri ospiti Gigi Proietti, Anna Falchi, Enzo Iachetti, Massimo Ghini e Gigi D'Alessio.
Anche per questa ottava edizione il Monte-Carlo Film Festival de la Comèdie ospiterà personaggi illustri del mondo del cinema e dello spettacolo, sia italiano che internazionale.I “Career Award 2008” (premi alla carriera) andranno a Paolo Villaggio (che, soprattutto con personaggi come Fantozzi e Fracchia, ha scritto un capitolo fondamentale della storia della commedia italiana), Ursula Andress (la prima bond-girl della storia), Macha Meril (nome d’arte della principessa Marie-Madeleine Gagarine, attrice e scrittrice francese che ha conosciuto anche in Italia una grande notorietà soprattutto negli anni’70 dopo aver partecipato al film “Profondo rosso” di Dario Argento) e Claude Pinoteau (padre della trilogia de “Il tempo delle mele” e Presidente della Giuria di quest’anno).Sono poi previsti una serie di “Monte-Carlo Film Festival Award” che vedranno premiati: Gigi Proietti (uno dei nomi più importanti del cinema e del teatro italiano), Lando Buzzanca (attore diventato famoso proprio grazie alla commedia all’italiana, tra i giurati di questa edizione), Barbara Bouchet (tra le più apprezzate attrici della prima generazione della commedia sexy di casa nostra, in giuria) e Anna Galiena (attrice di spessore, che si è sempre ben destreggiata tra ruoli comici e drammatici, anche lei in giuria).Ma non è finita qui, perché è stata confermata anche la presenza di Caroline Ducey (attrice francese, tra i componenti della giuria), Antonia Liskova (attrice slovacca, tra le giurate), Anna Falchi (attrice e ora anche produttrice), Massimo Ghini (attore), Enzo Iacchetti (attore nonché noto volto televisivo), Serge Riaboukine (attore francese, che ha lavorato anche con Luc Besson in Angel-A), Pino Insegno regista di “Ti stramo”, film in concorso con i due giovani protagonisti della garbata parodia dei film dei “lucchetti”, Marco Rulli e Carlotta Tesconi; Martina Colombari (modella, attrice e conduttrice) e, direttamente dal mondo della musica, due big della canzone popolare italiana, Gigi D’Alessio e Raf.
Programma
Martedì 25 novembre
11.30 – Conferenza stampa di apertura
(Hotel Fairmont)
19.45 – "Le plaisir de Chanter" di Ilan Duran Cohen (Francia, 2008, 98’) – Fuori Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
Mercoledì 26 novembre
15.00 – “French Film” di Jackie Oudney (Gran Bretagna, 2007, 89’) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
19.30 – “Una bella vacanza” (Omaggio a Dino Risi) di Francesca Molteni (Italia, 2008, 57’)
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
20.30 – “Ti Stramo” di Pino Insegno, Gianluca Sodaro (Italia, 2008, 110’) – Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
Giovedì 27 novembre
11.00 – “Lost Islands” di Reshef Levl (Israele, 2008, 103’) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
15.00 – “Gente de mala calidad” di Juan Cavestany (Spagna, 2008, 90’) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
19.45 – “Lol” di Lisa Azuelos (Francia, 2008, 107’) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
Venerdì 28 novembre
11.00 – “En mand kommer hjem” di Thomas Vinterberg (Daniarca, 2008, 96’) –Concours
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
15.00 – “3:19” di Dany Saadia (Messico, Spagna, 2008, 104’) - Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
19.45 – "Torno a vivere da solo" di Jerry Calà (Italia, 2008, 106’) – Concorso
(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)
Sabato 29 novembre
11.30 – COCKTAIL PRINCIPAUTE’ – Hotel Hermitage – Salle Belle Epoque
Proclamazione vincitori con Ezio Greggio
Interviste TV/stampa con gli artisti
20.00 – SERATA DI GALA – Grimaldi Forum
Cerimonia di consegna degli Awards. Presenta Ezio Greggio
22.00 – CENA DI GALA – Grimaldi Forum – Sale Genoise
Giuria e premi
Presidente:
Claude Pinoteau
Giuria:
Anna Galiena
Antonia Liskova
Barbara Bouchet
Caroline Ducey
Lando Buzzanca
Responsabile Giuria:
Elizabeth Missland
Premi:
Miglior Film
Miglior Sceneggiatura
Miglior Attore
Miglior Attrice
Miglior opera prima
WORLD MUSIC AWARDS 2008
La celebrità internazionale Jesse Metcalfe e Michelle Williams, ex membro dei Destiny’s Child, sono stati ospiti della 20a manifestazione dei World Music Awards a Montecarlo. Beyoncé ha aperto lo spettacolo con una performance sensazionale, cantando un medley dei suoi due nuovi singoli – “If I were a boy” e “Single Ladies”. La magnifica serata è continuata con le esibizioni speciali di Alicia Keys, Solange, Kid Rock, Estelle, The Script, Madcon, DJ Laurent Wolf, Nancy Ajram, Kate Ryan, Philipp Kirkorov e con l’assegnazione dei premi a Akon e Tuface.
A nome dei Beatles, Ringo Starr ha ritirato il Diamond Award per avere venduto più dischi di qualsiasi altro gruppo nella storia dell’industria musicale. La trasmissione televisiva in America andrà in onda il 2 dicembre 2008 alle 20.00 su MyNetwork TV. Il britannico Channel 4 trasmetterà per un intero weekend i World Music Awards su C4, T4 e 4Music con una prima visione venerdì 21 novembre.
La manifestazione dei World Music Awards è stata creata nel 1989 con lo scopo di fornire un’alternativa ai premi della giuria, un’imparziale cerimonia di assegnazione dei riconoscimenti. I World Music Awards possono essere considerati la cerimonia di premiazione più imparziale e obiettiva in quanto i premi sono conferiti agli artisti in base alle vendite dei loro dischi. La manifestazione si basa su numeri e non sulle opinioni personali come avviene per altri premi della giuria. Per accertare il record delle vendite i World Music Awards collaborano con la Federazione internazionale dell’industria fonografica, contribuendo inoltre alla lotta alla pirateria. La manifestazione incoraggia i fan di tutto il mondo a comprare CD originali dei loro cantanti preferiti, il che, alla fine, consente di stabilire i vincitori dei World Music Awards.


I World Music Awards sono anche una manifestazione di beneficienza a vantaggio della Fondazione Monaco Aide & Presence di cui S.A.S. Principe Alberto II di Monaco è il Presidente onorario, sovvenzionata dal governo monegasco. Fino ad oggi si contano 19 centri World Music Awards attivi in Africa, Asia e Sud America. Questi includono un Day Hospital e una scuola in Costa d’Avorio; una clinica a Orissa in India con un servizio 24 ore di ambulanza; una scuola e un orfanotrofio a Madras, in India; una casa famiglia per bambini abbandonati in Brasile; un centro accoglienza per ragazze portatrici di handicap a Katukuranda, nello Sri Lanka; un ospedale, una scuola e un villaggio per senzatetto nel Madagascar; un ospedale a Mokatam in Egitto; un ospedale e una scuola in Nigeria; un rifugio, un ospedale e un orfanotrofio nel Cameroon; un ospedale in Cambogia; un ospedale e una scuola nel Mali; una clinica in Ruanda e la prossima apertura di un ospedale nel Darfur. I proventi di quest’anno andranno a favore della costruzione di un ospedale nel Burundi.
Obama: «Il cambiamento è arrivato»

«Avete dimostrato che è possibile un governo del popolo e per il popolo. Ricostruire la nazione mattone su mattone»
- «Se avevate dubbi sulla nostra democrazia, oggi avete avuto la vostra risposta». Sono state le prime parole del prossimo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sul palco del Grant Park a Chicago. «Ora il cambiamento è arrivato. Non ci sono Stati blu (democratici, ndr) e Stati rossi (repubblicani, ndr), ci sono gli Stati Uniti d'America». Obama ha poi ringraziato la propria famiglia, il suo vice presidente Joe Biden, e ha reso omaggio allo sconfitto, John McCain, con il quale «lavorerà per rinnovare il Paese». Un ricordo anche alla nonna, deceduta la sera prima.
«UN GOVERNO DEL POPOLO PER IL POPOLO» - «Non era il candidato più probabile per la Casa Bianca. Abbiamo incominciato con pochi soldi e pochi appoggi. La campagna è stata costruita sulle strade, con le persone che hanno donato anche solo 5 dollari, con chi i volontari che si sono sacrificati per dimostrare che in questo Paese si può avere un governo del popolo e per il popolo».
«IL CAMMINO SARÀ DURO» - «Ora dobbiamo affrontare i peggiori pericoli della nostra storia: la crisi economica, la lotta al terrorismo». Vi chiederò di aiutarmi di ricostruire questa nazione: mattone su mattone. Sarò sempre onesto con voi: vi ascolterò, anche se la penseremo diversamente. Il cammino davanti a noi sarà duro e ci sarà bisogno di stare uniti».
Mosca soccombe al fascino degli « Anni Grace Kelly »
La mostra inagurata da SAS la Principessa Stéphanie
La mostra «Gli Anni di Grace Kelly, Principessa di Monaco» continua a riscuotere successo nel suo itinerario mondiale. Dopo il Principato con i suoi 135.000 visitatori nell’estate 2007, il Palazzo Municipale di Parigi con i suoi 75.000 visitatori l’estate scorsa, Mosca accoglie questa mostra omaggio, concepita dal Grimaldi Forum di Monaco e fortemente sostenuta dal Palazzo dei Principi, che ritrae tutti i momenti e le immagini della star hollywoodiana Grace Kelly, diventata la Principessa Monegasca che ha conquistato il mondo.Giovedi 9 ottobre, nei favolosi locali della Fondazione Culturale Ekaterina, nel cuore della capitale moscovita, SAS la Principessa Stéphanie, accompagnata dai signori Semenikhin, responsabili della Fondazione e curatori dell’evento in Russia, ha inaugurato ufficialmente la mostra alla presenza d’un migliaio d’invitati.In compagnia di Frédéric Mitterrand, Commissario della mostra, di Paul Masseron, Consgliere del Governo per l’Interno, di Hervé Irien, Direttore delle Collezioni del Palazzo dei Principi, di Sylvie Biancheri, Direttore Generale del Grimaldi Forum e di Catherine Alestchenkoff, Direttore degli Eventi Culturali, il corteo ufficiale ha (ri)scoperto, in una scenografia firmata nuovamente Nathalie Crinière ma ridimensionata e adattata allo spazio su due livelli di 850 m², i diversi momenti della vita della Principessa, attraverso una ricchezza di testimonianze senza pari.Il pubblico moscovita ha risposto sin dal primo week-end, totalizzando 3300 visitatori! Da qui al 5 dicembre, data di chiusura della mostra, sarà tutta la città di Mosca a cedere al mito dell’eterna Grace Kelly…
Leggenda foto : Frédéric Mitterrand e i Sigg.ri Semenikhin intorno a SAS la Principessa Stéphanie durante l’inaugurazione
JOHN MCLAUGHLIN E CHICK COREA
Primo concerto dei Five Peace Band, 22 ottobre 2008 al Grimaldi Forum di Monaco Ricordate all’inizio degli anni settanta..il chitarrista John McLaughlin e il pianista Chick Corea realizzano la fusione perfetta tra il rock e il jazz e lanciano la creazione dei due gruppi più esplosivi del genere: « Return to Forever » e « The Mahavishnu Orchestra ».
Il loro successo è senza pari nel mondo dei gruppi strumentali.
La loro musica trascende l’ordinario, al tempo stesso fonte d’energia, di spiritualità, d’emozione, e in più improvvisazione e hard rock! I due gruppi hanno ispirato una nuova generazione alla ricerca di nuove frontiere musicali.
Per la prima volta dalla loro unione sacra con il leggendario gruppo di Miles Davis, 40 anni fa, i due musicisti uniscono le forze, accompagnati da tre fra i più celebri musicisti contemporanei: Kenny Garrett (Sax Alto), Christian McBride (Basso) e Vinnie Colaiuta (Batteria). Il loro nuovo gruppo, FIVE PEACE BAND, manderà nuovamente il mondo della musica in ebollizione...

Per ben cominciare la loro tournée mondiale, i « Five Peace Band » hanno stabilito la prima esibizione nel Principato di Monaco il 22 ottobre. Sarà un concerto a scopo benefico in favore dell’Associazione « Caap Afrika » e si terrà al Grimaldi Forum.
John McLaughlin, maestro « in chitarra »… di jazz !
Professionista dall’età di sedici anni, membro dell’illustre “Galleria dei grandi” della rivista Guitar Player, John McLaughlin è entrato in contatto con pressocchè tutte le leggende musicali della seconda metà del ventesimo secolo: Eric Clapton, Jimmy Page, Jimi Hendrix, John Surman, Carlos Santana e tanti altri.
Sotto l’influenza di Wes Montgomery, Django Reinhardt o Ravi Shankar, è stato tra i pionieri del jazz rock, assieme al suo amico Miles Davis. Appassionato di filosofie e musiche orientali, ha creato svariati gruppi nel corso della sua carriera: « Mahavishnu Orchestra », poi « Shakti » negli anni 70, ricomposto nel 1997 con il nome di « Remember Shakti ».
Vi mescola jazz, chitarra acustica e musica sacra indiana, con risultati sempre acclamati dal pubblico e dalla critica. Incide regolarmente anche album più occidentali, come i celeberrimi « Friday Night in San Francisco » con Paco de Lucía e Al Di Meola.
John McLaughlin è uno dei chitarristi più completi al mondo. Passando senza problemi da un tipo di chitarra all’altro, da uno stile all’altro (jazz, blues, be-bop, free-jazz, musica indiana, flamenco), è una guida per le nuove generazioni e al tempo stesso un artista geniale sempre pronto a mettersi in discussione.
“GISELLE ”
Dalla sua creazione, il 28 giugno 1841 all’ Operà di Parigi, “Gisele ” è considerata come l’opera regina del balletto romantico. È Théophile Gautier che nè suggerisce l'argomentazione a Jules-Henri Vernoy di Saint- Giorgio, ispirandosi ad un passaggio del libro di Henry Heine, “Dell’ Allemagna ” . Libro che narra la leggenda del Willis, questi fidanzati morti alla vigilia della loro cerimonia nuziale, che trascinano i viaggiatori imprudenti in tondi mortali, la notte infinita. Apprendendo questo Albrecht, e della sua anima , fidanzato nobile di una principessa, “ Gisele ” una contadina morta di dispiacere. La regina di Willis decide allora che Albrecht deve anche morire. È condannato a ballare fino alla morte ma lo spirito di “ Gisele ” ballando con lui arriva a salvarlo…. Per questa versione, Patrice Bart e Eugène Polyakov hanno adattato le coreografie originali di Jean Corelli, Jules Perrot e Maurius Petita ed hanno riunito la tradizione inglese e russa di Gisele. Il balletto dello Operà di Parigi riprende questa coreografia in una nuova presentazione: decorazione e costumi sono stati ricostruiti da Silvano Matterie e Claudine Gastine, secondo i modelli di Alexandre Benois, il pittore dei balletti russi. Dopo Monaco, dove l'orchestra filarmonica di Monte-Carlo sarà diretta da Philippe Beran, il balletto si recherà a Ginevra.
IL PAPA IN FRANCIA FEDE E LAICITA’ IL TEMA DELL’INCONTRO CON SARKOZY
Papa Benedetto XVI all'Eliseo: proveniente dall'aeroporto di Orly, la sua auto ha fatto una breve sosta alla Nunziatura apostolica di Parigi, nella zona degli Champs-Elysees, prima dell'incontro con il capo dello Stato francese. Nicolas Sarkozy e la consorte Carla Bruni. Il pontefice si recherà poi a Lourdes per i 150 anni delle apparizioni della Madonna. a Bernadette Soubirous.
All'Eliseo, in risposta al saluto di Sarkozy, il Papa ha ricordato la distinzione fra politica e religione, ma ha sottolineato «la funzione insostituibile della religione nella formazione delle coscienze». Sarkozy aveva affermato che sarebbe «una follia» privarsi delle religioni , «un errore nei confronti della cultura e del pensiero». Il Papa ha parlato delel «radici cristiane» della Francia e dell'Europa, cosa che ha rivendicato per il suo Paese anche Sarkozy
Le parole di Benedetto XVI sul posto della religione nella società erano molto attese in Francia, Paese laico e dove la questione scalda subito gli animi. "La fede non è politica e la politica non è una religione", ha affermato il Papa, durante il volo che lo ha portato in Francia, dove si fermerà quattro giorni per la sua prima visita ufficiale. E ancora: "È ovvio che la laicità non è in contraddizione con la fede", ha aggiunto. "I valori cristiani sono fondamentali per la costruzione dello Stato e della società", ha spiegato. Si tratta di "due sfere che devono rimanere aperte l'una verso l'altra. E' importante poter vivere la fede nella libertà", secondo Joseph Ratzinger.
Il dibattito era stato rilanciato negli ultimi mesi dalle proposte avanzate dal presidente Sarkozy sulla "laicità positiva". Affermando che non bisogna considerare "la religione come un pericolo, ma come un'opportunità", Sarkò, durante una visita a dicembre scorso in Vaticano, ha lanciato la proposta di una laicità "più aperta alle religioni". Una proposta che ha suscitato vive reazioni negli ambienti laici francesi.



Kees Van Dongen, 1877-1968
Retrospettiva
L’esposizione retrospettiva concepita e co-prodotta dal Nuovo Museo Nazionale di Monaco e dal Museo delle Belle Arti di Montreal, in partenariato con il Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, è senza dubbio la più importante manifestazione dedicata a Kees Van Dongen dopo quella del Museo d’Arte Moderna di Parigi del 1990.
Essa riunirà più di 200 opere delle quali alcune non esposte al pubblico da più di mezzo secolo.
Organizzato congiuntamente dal Nuovo Museo Nazionale di Monaco e dal Museo delle Belle Arti di Montreal, in partenariato con il Museo Boijimans Van Beuningen di Rotterdam, questa grande esposizione delle opere di Kees Van Dongen (Delfshaven, Olanda 1877 – Monaco, 1968) è realizzata in collaborazione con la famiglia dell’artista. Grazie alle opere maggiori recentemente acquistate dal Nuovo Museo Nazionale di Monaco e con il sostegno di grandi istituzioni come il Museo Nazionale d’Arte Moderna , il Centro Pompidou e il Museo d’Arte Moderna della città di Parigi, questa esposizione raggrupperà più di 130 tele molto importanti, una quarantina d’opere su carta, delle ceramiche e dei libri illustrati dall’artista.
L’esposizione confermerà il posto determinante che occupò da Kees Van Dongen durante i primi quindici anni del XX° secolo e del suo ruolo unico di ritrattista in seno al Fauvismo, contribuendo a modificare l’immagine di un movimento che si era maggiormente indirizzato verso i paesaggi. La stravaganza e la virulenza delle tele di Van Dongen suscitarono immediate reazioni all’estero, più particolarmente in seno al gruppo degli artisti espressionisti del gruppo « Die Brücke» in Germania il quale, alla pari dell’orientalismo che si prefigurava nelle opere di Matisse, colloca van Dongen come figura di primo piano dell’ avanguardia.
Le sue opere, eclatanti ed impudiche, spesso paragonate a delle « prodigiose orgedi luce, calore e colore », testimoniano l’affermazione del suo stile personale in seno all’arte moderna, accanto a quelle di Matisse e di Picasso.
Questa esposizione offrirà inoltre una prospettiva inedita sull’artista, alla luce della nuove ricerche e della presentazione di opere ad oggi ancora poco conosciute. Infatti particolare attenzione sarà dedicata ad illustrare la produzione giovanile di Van Dongen che si svolse durante gli anni che hanno preceduto il Fauvismo, ai tempi in cui la sua arte era sovvenzionata dal commerciante Ambroise Vollard e dal critico Felix Fénéon. Questa mostra riunirà dunque un gran numero di disegni del giovane Van Dongen (realizzati in gran parte per dei giornali satirici), che qui saranno esposti e valorizzati in un contesto più ampio.
Alla fine della 1^ guerra mondiale, Van Dongen acquista la sua notorietà nella alta società degli « anni folli », soprattutto come ritrattista delle più grandi personalità in questa « epoca dei cocktail ». La mostra comprenderà un gruppo ristretto, ma ben definito, di queste grandi composizioni, a testimonianza di un vero spaccato di vita, di un epoca che se si voleva fosse senza pensieri.
dal 25 giugno al 7 settembre 2008
Sala delle Esposizioni Quai Antoine Ier
4, Quai Antoin e Ier – Monaco
Tesori di pittura italiana del XVII e XVIII secolo, da Caravaggio a Canaletto.
Mostra a cura di Cesare Lampronti e Marzia Moschetta
Dopo l'exploit formidabile dello scorso anno la Galleria Cesare Lampronti di Roma ritorna nel Principato di Monaco, dal 18 agosto al 1 settembre 2008 , per esporre allo Sporting d'Hiver una imponente collezione di dipinti di oltre 250 opere, appartenenti ad artisti italiani e stranieri del XVII e XVIII secolo.
La mostra, realizzata in collaborazione con l'associazione MONACO-ITALIE e con il supporto dell'Ufficio del Turismo e dei Congressi di Monaco, intende spiegare attraverso due secoli l'evoluzione dei generi pittorici della 'pittura di storia', della 'natura morta', della 'bambocciata', del 'paesaggio', del 'capriccio', della 'veduta' e del 'ritratto'.
La pittura di storia è rappresentata da una selezione sceltissima di opere della corrente caravaggesca. In questa sezione sarà presentato il magnifico San Francesco del Caravaggio, mentre tra i seguaci di questo maestro saranno presenti Antiveduto della Grammatica, Leonello Spada, Angelo Caroselli, Giovanni Francesco Guerrieri, Mattia Preti e il fiammingo Gerard Seghers.
Nel Seicento a Roma e a Napoli si apre la straordinaria stagione del Barocco, durante la quale la natura morta ebbe un'enorme fioritura. A questo genere è dedicata una sezione incredibilmente vasta che comprende circa settanta opere dei suoi maggiori esponenti italiani e stranieri. Tra i romani si segnalano il Maestro della Natura Morta Acquavella, Michelangelo Cerquozzi, la famiglia Stanchi, Mario dei Fiori e Michelangelo da Campidoglio. I napoletani sono rappresentati da Luca Forte, Giuseppe Ruoppolo, Giovanni Battista Ruoppolo e Andrea Belvedere. Larga parte è lasciata agli stranieri che risedettero in Italia quali Franz Snyders, Abraham Brueghel, Karel van Vogelaer e Franz Werner Tamm.
I bamboccianti trovano un loro spazio espositivo con opere dei fiamminghi Jan Miel e Pieter Van Bloemen, del danese Monsù Bernardo e di Andrea Locatelli, presente anche come paesaggista.
Al paesaggismo è dedicata un'ampia sezione che parte dalla fine del XVI secolo con il fiammingo Paul Brill, proseguendo nel secolo successivo con i maggiori rappresentanti stranieri del paesaggio con rovine Cornelis van Poelenburg, Bartolomeus Breenbergh e Herman van Swanevelt e con i pittori di paesaggi con architetture Alessandro Salucci, Viviano Codazzi e, nel Settecento, Alberto Carlieri.
Il paesaggismo romano prosegue nel Settecento con la felice stagione della schiera dei fautori della corrente arcadico-pastorale: Jan Frans van Bloemen, Hendrik Frans van Lint e Andrea Locatelli.
Tra fine del Seicento e il secolo successivo nasce la veduta 'secundum veritatem' il cui padre è il celeberrimo Gaspar van Wittel, al quale si allineano, anche se con esiti diversi, Paolo Anesi e Antonio Joli. La splendida stagione del vedutismo settecentesco del Vanvitelli prosegue a Venezia con Canaletto -del quale si può ammirare una splendida veduta di Londra raffigurante ilTamigi dalla York Water Gate verso il ponte di Westminster- e con i suoi seguaci, l'allievo e nipote Bernardo Bellotto, Francesco Guardi, Michele Marieschi, Apollonio Domenichini, noto come Maestro delle vedute della Fondazione Langmatt, e Giovanni Battista Cimaroli.
L'altra corrente del vedutismo è quella impersonata da Giovanni Paolo Panini, inventore del genere del 'capriccio' con rovine, di cui si espongono diverse tele, assieme a quelle di Giovanni Ghisolfi, suo maestro ideale, e del francese Hubert Robert.
Per quanto riguarda la sezione dedicata ai ritratti è da segnalare il magnifico Ritratto di papa Clemente XIII Rezzonico benedicente di Pompeo Batoni.
La Galleria Cesare Lampronti:
La Galleria Cesare Lampronti, fondata nel 1914, alla terza generazione di antiquari, negli anni ha incrementato la propria importanza attraverso l'inserimento sempre più costante nel mercato internazionale fino a raggiungere uno spazio espositivo di 800 mq nella famosa via del Babuino nel cuore di Roma e un'altra sede in via Manzoni nel centro di Milano. La Galleria raccoglie un'imponente collezione di pittura, scultura e mobili antichi. La pittura antica è il campo al quale il suo titolare, Cesare Lampronti, ha rivolto il suo maggiore interesse, raccogliendo capolavori per la maggior parte del Sei e Settecento appartenenti ai vari generi pittorici che proprio in quei due secoli si definirono come specializzazioni indipendenti.
In tal senso Cesare, organizzando mostre a tema in galleria, è stato un vero pioniere, stimolando l'interesse da parte di insigni studiosi, quali Ferdinando Bologna e Giuliano Briganti. Vicepresidente dell'Associazione Antiquari fino al 2005, ha partecipato anche alle più importanti mostre pubbliche di antiquariato sia in Italia che in Europa, intervenendo alle più prestigiose esposizioni d'arte internazionale. In Italia ha esposto alla mostra intitolata The Milano International Fine Art & Antiques Show, alla Biennale di Roma in palazzo Venezia e a quella di Firenze in palazzo Corsini; all'estero, invece, alla Biennale des Antiquaires di Parigi e alla TEFAF (The European Fine Art Fair), la celebre mostra che si organizza annualmente a Maastricht, esporre alla quale è un vero raggiungimento concesso solo a pochissimi e selezionati galleristi italiani.
Lampronti considera l'oggetto d'arte un ambasciatore di cultura; esporre a Montecarlo ha quindi per lui lo scopo di accrescere la conoscenza e la valorizzazione della cultura italiana nel mondo.
18 agosto-1 settembre 2008 Sporting d'Hiver, Monte-carlo
Orario continuato dalle 10H00 alle 20H00, Ingresso libero
MONACO MÉDITERRANÉE
Il 6 maggio sall’Hotel Hermitage, l’Associazione Monaco Méditerranée Fondazione ha organizzato nel quadro del ciclo dei suoi incontri la conferenza " Politica e Religioni " SE Sergio Romano , Ambasciatore, storico e giornalista. Davanti ad un pubblico attento e numeroso composto da Universitari e personalità del mondo economico e della politica monegasca SE Romano ha parlato Delle nuove guerre di religioni.
Sergio Romano introdotto da SEM Mario Polverini, Ambasciatore d’italia a Monaco, il conferenziere ha parlato a lungo esponendo le motivazioni delle varie guerre religiose, oggi di brillante attualità, che segneranno un evoluzione storica.
Inizia la sua conferenza con una rapida retrospettiva dei fatti storici del secolo scorso, il conferenziere si ferma a sottolineare la storia politica delle religioni del basso mediterraneo fino ai confini de l'ex-URSS, dopo gli anni 1970, provocano cambiamenti in Egitto, Iran e nel medio Oriente e i conflitti Israelo – Palestinesi..
Le forze antagoniste tra mussulmani e cattolici e più recentemente i movimenti dei Buddisti Birmania e Tibet, evidenzia Sergio Romano, come la base delle tensioni politiche religiose esistono con militari fanatici ed estremi che riescono a strumentalizzare le tensioni politiche ancestrali.
Sergio Romano, ha proseguito il suo discorso, dimostrando come la nuova teconolgia e le evoluzioni delle medicina hanno rimesso in discussione le basi fondamentali delle religione. La domanda della Chiesa Cattolica di intervento nel dibattito pubblico al fine di difendere le idee ed il paese ebraico. A questo riguardo, per Sergio Romano, tra i paesi maggiormente interessati c’è sicuramente l’Italia, paese in cui è fortemente presente la Chiesa Cattolica. e dove è particolarmente forte il sistema politico particolarmente favorevole a provocare una sorte di rìvoluzione culturale
In fine per gli invitati di Monaco Méditerranée Fondazione, è stato evidenziato che le tensioni religiose sono il frutto di una crisi di valori politici in un momento portante in cui la religione e la politica sono ambigue nella loro definizione.
Mimmo Paladino apre la XXIV edizione del Festival Printemps des Arts 2008
Nell'ambito della XXIV edizione del Festival Printemps des Arts ed in collaborazione con l'Associazione Monaco-Italie, è stata presentata giovedì 27 marzo 2008 la mostra dell'artista Mimmo Paladino, allestita presso il Nuovo Museo Nazionale del Principato di Monaco.
In realtà l'esposizione riunisce una scelta di opere limitata ma di grande significato. Si articola soprattutto intorno a due opere acquistate recentemente dal Museo: la scultura Senza titolo (1988) e un quadro storico: Con due dita (1980, quest'ultima opera acquisita grazie anche all'aiuto dell'Associazione degli Amici del Nuovo Museo). L'esposizione è completata da una selezione di opere gentilmente messe a disposizione dall'artista e dalla Galleria Christian Stein di Milano, e, tra queste, figura la monumentale installazione Senza titolo realizzata nel 2007.
Al vernissage tenuto nelle sale di Villa Sauber, importante la presenza di S. A. S. il Principe Alberto II e di S. A. R. la Principessa Carolina di Monaco oltre a diverse personalità monegasche ed alcuni artisti come Remo Girone e Alessandro Bergonzoni.
Paladino è l'unica presenza italiana del Printemps des Arts 2008, rassegna internazionale in programma dal 28 marzo al 13 aprile con un cartellone ricco di appuntamenti e prime mondiali in cui la musica – contemporanea, barocca, da camera, lirica, etnica – si apre al cinema, al teatro e alle arti visive. Ad ospitare gli spettacoli del Festival le più belle sale del Principato monegasco e la Basilica di Menton. Il Festival, presieduto da Sua Altezza Reale Caroline di Hannover, Principessa di Hannover, è curato, dal 2003, dal compositore Marc Monnet, che ne ha rivoluzionato la veste e i contenuti aprendolo alle forme artistiche del XX e XXI secolo. Il Printemps des Arts 2008 ospita formazioni internazionali, quali l' Orchestra Filarmonica di Montecarlo, l'Orchestra Filarmonica di Nizza, l'Orchestra Filarmonica di Radio France, per la prima volta a Monte-Carlo, alla guida di Myung-Whun Chung.
BIOGRAFIA
Mimmo Paladino è nato a Paduli (Campania) nel 1948, dove vive e lavora. Fortemente caratterizzato da un’espressività napoletana, si afferma nella pittura e scultura negli anni 70. Nel 1980 espone nella sezione Aperto della Biennale e si rivela così al pubblico internazionale con il gruppo d’arte della Transavanguardia.
Mimmo Paladino partecipa alle più importanti mostre internazionali (Biennale di Venezia, Biennale di San Paolo, Biennale di Lubjana, la Tate Gallery di Londra, fondazione Miro di Barcellona, Biennale di Parigi, Kunsthaus di Hannover, Museo Nazionale di Pechino, Forte Belvedere a Firenze, Museo Reale delle Belle Arti Bruxelles, Centro Pecci di Prato ecc.). Grande nome nella scena degli artisti sia di pittura che scultura, attualmente espone nelle più prestigiose collezioni istituzionali e private. Nel 2006 presenta alla Mostra del Cinema di Venezia il suo primo lavoro di lungo corto-metraggio Quichote. La mostra "A proposito di un acquisto" di Mimmo Paladino è visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 presso la Villa Sauber, 17 Avenue Princesse Grace, MC - 98000 MONACO