LEONARDO E IL VINO DI CULTURA

Voluta e creata da Raffaella Simoni Malaguti, figlia del fondatore di Omas, la nota casa di strumenti da scrittura di lusso di cui é stata Presidente per molti anni, La Fucina di Leonardo elabora e trasforma in oggetti le intuizioni e i disegni del grande Genio. Questo progetto si sviluppa in collaborazione con il Museo Ideale Leonardo Da Vinci, che ne garantisce ulteriormente la serietà e l'impegno culturale.
L'obiettivo é quello di far meglio conoscere internazionalmente, nei significati storici e di sorprendente attualità, l'opera dell'uomo-simbolo del secondo millennio (e non solo...) anche in aspetti fondamentali ma noti tutt'al più a pochi addetti ai lavori: si tratta della riscoperta, al di là dei pochi stereotipi, di un patrimonio enorme e poliedrico di idee, studi e progetti.
VINO BRONCONE
Il Broncone era un emblema della famiglia de' Medici,Signori di Firenze.
Leonardo lo disegna in un manoscritto databile 1494, con la descrizione di ''(albero) tagliato che rimette'' (cioè rinasce tornando a germogliare), e con un motto augurale: ''ancora spero'', Nel vocabolario si definisce ''broncone'' anche il palo che sostiene le viti.
Evocando il Rinascimento mediceo,nel nome del ''broncone'', questo vino straordinario interpreta l'idea di ''excellentia'' che Leonardo avrebbe voluto conferire al ''suave licore dell'uva''. E con il ''broncone'', la Fucina di Leonardo si propone di presentare un ''vino di cultura'', nel solco della tradizione evidenziata nei secoli da antichi autori come Piero de Crescenzio, Cecco da San Salvi, Ferdinando Paoletti e Ignazio Malenotti, Cosimo Trinci e Ignazio Lomeni (che attualizzavano enologia e tecnica nell' ''idea di Leonardo''), per giungere al '900 del Barone Ricasoli, fino alle sapienti innovazioni ed esperienze odierne.
E' così possibile individuare il ''più ottimo vino" che Leonardo ricercava in una sapiente ed accurata selezione dei grappoli della migliore uva Sangiovese della Toscana centrale.
E in rapporto a Leonardo è studiato persino il contenitore di legno della bottiglia: in un manoscritto del 1487 troviamo infatti un suo progetto dei ''modi di chassetta'' che il Museo Ideale Leonardo da Vinci e la Fucina di Leonardo hanno ora interpretato e realizzato per la prima volta.